The Arch Villain

“The useless lowbrow weirdo artbook that nobody asked for.
Nessuno lo ha richiesto, ma indubbiamente e’ nutriente ingozzarsi di insana lowbrow art.
Soprattutto se l’intruglio e’ stato miscelato da The Arch Villain( un freak asociale che vive in un universo underground in cui gravitano e impattano veicoli kustomizzati, film horror/trash, action figure e musicisti degenerati) e il cocktail e’ poco digeribile da puristi e puritani
Tutto cio di cui si nutre questo bizzarro personaggio lo rielabora nelle sue tavole cosi visualmente acide, che bisognerebbe allegare a questo libro un paio di occhiali da saldatore.
Nulla e’ di serie. Tutto e’ deformato, e’ un parto allucinato di un rapporto a tre tra lowbrow, horror e trash.
Ma le creature incivili che cavalcano veicoli anormali su strade di improbabili citta’ e i personaggi usciti da film di serie Z stravolti in chiave  kustom, sono un’overdose di fantasia o semplicemente la realta’ vista con le lenti giuste e la mente aperta?
Buona surfata visiva e a voi l’ardua sentenza.
Ranni Wolfenstein Davide

22,00 

Descrizione

Autore: Danny il Villano
Editore: In Your Face Comix
Pagine: 104 pagine, Copertina e interni a colori
Formato: 21x30cm
Rilegatura: Brossura
ISBN: 9788897571346
Prezzo: 22,00 euro

DATA PUBBLICAZIONE APRILE 2021

Danny il Villano, nato nell’82 in un paese tra Milano, Bergamo e Lecco ( ovvero nel nulla ), conosciuto anche come The Arch Villain, è un artista underground italiano che muove la propria ricerca nel territorio della lowbrow art, contaminandola con horror, trash, cultura kustom e immaginario pop. Il suo universo visivo è popolato da creature deformi, personaggi improbabili, veicoli customizzati e scenari surreali, frutto di una fantasia visionaria e volutamente irriverente. Freak, outsider e osservatore deformante della realtà, Danny il Villano rielabora nelle sue tavole tutto ciò di cui si nutre: film horror e di serie Z, action figure, automobili e motociclette custom, musica underground e cultura popolare. Il risultato è un immaginario acido e grottesco, dove nulla è di serie e ogni elemento viene trasformato, distorto e ricomposto secondo una personalissima estetica lowbrow. Il suo lavoro è un’esplosione di colori, deformazioni e personaggi fuori controllo, sospesi tra realtà e allucinazione, che invitano lo spettatore a guardare il mondo attraverso lenti diverse, più libere e decisamente meno rassicuranti.